<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4348183096258140090.post6403803853302839136..comments</id><updated>2008-01-22T05:19:09.488-08:00</updated><title type='text'>Comments on Educazione scientifica: rifiuti urbani. Che fare?: Analisi e Riflessioni di un Chimico Campano da ven...</title><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://educazionerifiutiurbani.blogspot.com/feeds/6403803853302839136/comments/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4348183096258140090/6403803853302839136/comments/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educazionerifiutiurbani.blogspot.com/2008/01/analisi-e-riflessioni-di-un-chimico.html'/><author><name>Franco di Liberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16902865614614402905</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>2</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4348183096258140090.post-1217532021910708166</id><published>2008-01-22T05:19:00.000-08:00</published><updated>2008-01-22T05:19:00.000-08:00</updated><title type='text'>Riporto dal Mattino di oggi 22/01/08 l’intervento ...</title><content type='html'>Riporto dal Mattino di oggi 22/01/08 l’intervento di Guido Barone che, indipendentemente, rafforza alcune delle proposte di  Antonio Pastena &lt;BR/&gt;Franco di Liberto&lt;BR/&gt;&lt;BR/&gt;&lt;BR/&gt;La raccolta indifferenziata&lt;BR/&gt;&lt;BR/&gt;Guido Barone *&lt;BR/&gt;&lt;BR/&gt; È opportuno riprendere e riassumere gli argomenti trattati nel forum pubblicato in questi giorni dal Mattino. Per rendere efficace e sicuro il ciclo dei rifiuti bisogna prevedere varie fasi. Ecco i punti principali: ridurre in partenza il volume di tutto ciò che non è indispensabile per la produzione e il consumo di beni utili; effettuare una raccolta differenziata estesa ed efficiente; separare i rifiuti solidi urbani nelle frazioni organiche destinabili agli impianti di compostaggio (produzione di concime e materiale per riarricchire i suoli agricoli esausti), in quelle utilizzabili come combustibili (Cdr) e in una residua da stabilizzare (Fos o Forsu) e da inviare in discarica separatamente o assieme a tutte le componenti inorganiche. La riduzione a monte dei rifiuti riguarda gli imballaggi e i contenitori. I produttori debbono essere convinti a ritirarli quanto più possibile dai supermercati e dagli esercenti al dettaglio, e questi non debbono gettarli nei cassonetti o in strada. Se necessario occorrono procedure severe di controllo. Va notato che la Ue emette normative che spesso incoraggiano l’uso eccessivo degli imballaggi in base ad una ossessiva richiesta di rendere igienici i prodotti distribuiti, favorendo una corsa al ribasso della qualità dei prodotti alimentari industriali. Raccolta differenziata e riciclo sono poste in atto più spesso da piccoli Comuni. Occorre assolutamente rendere più efficiente l’organizzazione complessa per le grandi città. La raccolta per cassonetti e campane stradali avrebbe dovuto essere una soluzione iniziale e provvisoria e invece è diventata l'unica praticata, nel migliore dei casi, e comunque scarsamente affidabile. La raccolta di vetro, contenitori metallici e plastica in parte sta funzionando. Il contratto con Replastic, però, copre solo alcuni tipi di plastiche e comunque occorre una seconda fase di separazione dai contenitori metallici. I materiali ferrosi possono essere a loro volta separati magneticamente dalle lattine di alluminio rifondibili. Le plastiche debbono invece subire un processo per lo più manuale di separazione in base alla loro tipologia (composizione chimica): alcune possono essere rifuse per ottenere di nuovo contenitori per bevande (Pet) o film da imballaggi (Pe e Pp); non il Pvc né il polistirolo con cariche inerti dei cruscotti e chassis. Una pratica alternativa, osteggiata dai produttori, sarebbe quella di utilizzare i contenitori per bevande come vuoti a rendere, cosa che si può fare anche con le bottiglie di vetro. Questi ultimi, separati per colore, possono essere rifusi o riutilizzati. Molto meglio, perché più capillare, dovrebbe funzionare la raccolta della carta con i contenitori da condominio, non sempre disponibili. La carta, però, non può essere riciclata più di 3-4 volte a causa dei severi trattamenti chimici che distruggono le preziose fibre. Altri materiali come gli olii esausti, gli accumulatori al piombo, le pile e i farmaci scaduti, i contenitori di Cfc dei vecchi frigoriferi debbono essere conferiti ai rispettivi consorzi o aziende di trattamento mediante gli appositi siti di conferimento da rendere più diffusi sul territorio. Infine sta diventando un affare internazionale l’utilizzo delle componenti elettroniche di computer, televisori, telefonini. Rifiuti tossici e speciali infine possono solo esser distrutti per combustione o conferiti in discariche separate. Il lato più debole della organizzazione della raccolta degli Rsu a Napoli e in Campania, che ha portato all’emergenza, è l’attuale sistema di raccolta per cassonetti stradali nei quali viene gettato di tutto. Ciò ha portato all’intasamento dei centri di trattamento che sono stati sommersi dalle quantità indifferenziate da trattare. Secondo l’ambizioso Piano regionale del 1997 con la differenziata al 35% si dovrebbero trattare oggi 4,2 milioni di tonnellate all’anno (l’inceneritore di Acerra sarebbe quindi insufficiente per trattare i soli Cdr). Tralasciando ogni commento su come sono andate le cose, occorre ribadire quanto detto da Brunner e da molti altri esperti di impianti e alcuni epidemiologi: gli inceneritori moderni (e quello di Acerra si può ulteriormente migliorare nella fase finale) sono abbastanza sicuri; non possono produrre diossine (distrutte alle temperature standard di esercizio) ed emettono quantitativi molto limitati di inquinanti e polveri, molto minori comunque di quelle prodotte dal traffico automobilistico nella stessa area. Per rassicurare la popolazione si deve imporre, cosa che sostengo da anni, la presenza, durante tutto il periodo di funzionamento negli organi di gestione dell’impianto, di una delegazione limitata di cittadini e autorità locali. Altre tecniche di termodistruzione, di cui si è parlato nei giorni scorsi: le torce al plasma sono grandi consumatrici di energia e possono convenire solo per trattare rifiuti tossici; mentre i trattamenti termici a bassa temperatura (dissociatori molecolari) pur non emettendo diossine possono trattare solo poche tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati. D’altra parte in situazioni di emergenza anche gli inceneritori possono trattare rifiuti organici indifferenziati isenza emettere diossine: diminuisce solo il rendimento energetico. Guido Barone * Ordinario di Chimica Fisica ambientale all’università Federico II</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4348183096258140090/6403803853302839136/comments/default/1217532021910708166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4348183096258140090/6403803853302839136/comments/default/1217532021910708166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educazionerifiutiurbani.blogspot.com/2008/01/analisi-e-riflessioni-di-un-chimico.html?showComment=1201007940000#c1217532021910708166' title=''/><author><name>Franco di Liberto</name><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:in-reply-to xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0' href='http://educazionerifiutiurbani.blogspot.com/2008/01/analisi-e-riflessioni-di-un-chimico.html' ref='tag:blogger.com,1999:blog-4348183096258140090.post-6403803853302839136' source='http://www.blogger.com/feeds/4348183096258140090/posts/default/6403803853302839136' type='text/html'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4348183096258140090.post-6011201230935951997</id><published>2008-01-21T03:02:00.000-08:00</published><updated>2008-01-21T03:02:00.000-08:00</updated><title type='text'>Concordo sulla necessità di recuperare tutti i rif...</title><content type='html'>Concordo sulla necessità di recuperare tutti i rifiuti prodotti da attività lavorative mediante una raccolta incentivata/sanzionatoria da avviare al recupero in fabbrica (tempo 1 mese). Per quanto riguarda la raccolta differenziata del rifiuto solido si potrebbe attivare in circa 1 mese (basta una legge regionale) la vendita dei prodotti ad un prezzo comprensivo del costo del contenitore (vuoto) e del reso di un eventuale prodotto che abbia terminato la sua vita (vedi contenitori di plastica, vetro, imballaggi, pile, batterie, farmaci, arredi, attrezzature elettroniche, ecc.), recependo in tal modo le direttive regionali in mataria. Per quanto riguarda l'umido avvierei una raccolta immediata dello stesso presso i mercati, la distribuzione, la ristorazione, mense, ospedali, comunità in genere (1 mese). Per quanto riguarda l'umido prodotto dalle famiglie fornirei a tutte le famiglie una macchinetta trituratrice utile per avviare il residuo umido così ottenuto alla produzione di un compost casalingo o allo smaltimento in fogna (2-6 mesei). Ed in fine ATTIVEREI IMMEDIATAMENTE impianti VERI di produzione di CDR (1-3 mesi) ed il termovalorizzatore di Acerra (6 - 8 mesi)di cui non possiamo assolutamente fare a meno. Se non ci rendiamo conto di ciò l'emergenza non sarà mai superata e continueremo ad avere danni enormi per la salute. Ricordo che i soli fuochi d'artificio di fine anno producono più inquinanti di un termovalorizzatore che funzioni a pieno regime per un anno.  Ed infine avvierei l'immediata costruzione dei termovalorizzatori per le altre provincie della regione Campania (18 - 36 mesi).</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4348183096258140090/6403803853302839136/comments/default/6011201230935951997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4348183096258140090/6403803853302839136/comments/default/6011201230935951997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educazionerifiutiurbani.blogspot.com/2008/01/analisi-e-riflessioni-di-un-chimico.html?showComment=1200913320000#c6011201230935951997' title=''/><author><name>Anonymous</name><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:in-reply-to xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0' href='http://educazionerifiutiurbani.blogspot.com/2008/01/analisi-e-riflessioni-di-un-chimico.html' ref='tag:blogger.com,1999:blog-4348183096258140090.post-6403803853302839136' source='http://www.blogger.com/feeds/4348183096258140090/posts/default/6403803853302839136' type='text/html'/></entry></feed>