
La domanda, fatta da Alessandro Liotti, è la seguente:
Sono uno studente universitario e in questi giorni ho vissuto come tutti la continua e ripetuta emergenza rifiuti, che colpisce non solo Napoli ma tutta la nostra regione.Volevo segnalare una proposta molto concreta fatta dal professore Franco Ortolani, ordinario di Geologia all’Università Federico II, pubblicata sulle pagine de ” Il Denaro ” il 3/11/07.Il professore delinea la scelta di un nuovo sito all’interno della tenuta militare di Persano per superare la crisi odierna e le linee guida su come strutturare lo stoccaggio dei rifiuti.Numerosi sono i consigli, molti dettati anche dal semplice “buon senso”, articolo che sicuramente scarseggia nei palazzi della nostra regione dove si decide.Perchè non si può ascoltare il mondo universitario che chiede, come afferma anche il professore Ortolani, un “workshop” ? Un tavolo dove raccogliere liberamente idee, proposte, progetti concreti da parte della società civile?Perchè rendere l’emergenza normalità? Confronteremo poi le proposte con quelle dei vari Commissari Straordinari e ne trarremo le giuste conclusioni.
LA PROPOSTA E’ LA SEGUENTE:
Il geologo Ortolani: "Gas, veleni e sostanze ignote riaprire quel sito è una follia"
Scritto da Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli, 12-01-2008
Dodici anni di foto scattate dal satellite che il geologo Francesco Ortolani si gira tra le mani. «Dentro quello che chiamano "il buco" si vede una rampa che scende in profondità, a occhio saranno 50/60 metri. Una piramide con l´apice in basso. Uno dei lati è un cumulo di vecchi rifiuti». Professore, la discarica in una sola parola? «Follia». Pianura non è idonea. Se ne dice certo il direttore del Dipartimento di pianificazione e scienza del territorio dell´università Federico II. «Per insicurezza morfologica e per mancanza di stabilità».
Ortolani racconta: «Da una fessura esce del gas caldo. Al tatto l´ho stimato intorno ai 40, 50 gradi. Ma non ho approfondito. Non so di che natura sia. Si indaghi». È l´effetto dei rifiuti portati a Pianura per anni?«Credo di no. È inodore. Non nasce da decomposizione di rifiuti organici».Professore, testimonianze nel quartiere riferiscono di bidoni misteriosi seppelliti lì nei decenni scorsi e pagati anche 40 milioni di lire l´uno. Crede che c´entri col gas?«Di sicuro, si sa che a Pianura sono state sepolte sostanze ignote a tutti. Dal satellite si vedono cumuli rossastri e arancioni. Le istituzioni hanno visto? Se hanno visto, hanno analizzato? Se hanno analizzato, possono dirci cos´è? Se in superficie la temperatura è di 50 gradi, sotto a quanto arriviamo?». Le sue sono illazioni.«No. Sono domande. Da cittadino. Magari mi daranno del fomentatore, ma chiediamo di conoscere gli elementi dell´istruttoria che consentono di individuare in Pianura un sito possibile». Lei dice che non si può.«Non lo dico io. Pagina 251 del piano Pansa del dicembre scorso: in zone di vulcanismo attivo non si possono prevedere discariche. Non è partito preso. È per dare consigli duraturi. Non li ascoltano». Lei è stato chiamato a darne nel comitato paritetico di Bertolaso per Serre.«Alt. Nominato su proposta di Serre. Ma il commissariato di governo non ha ascoltato le voci di chi vuole risolvere il problema definitivamente. Altrimenti, non scherziamo, 14 anni sarebbero stati sufficienti». No a Pianura. E Terzigno?«Vulcanismo anche lì. Il decreto "Salva Campania" lo individua per la frazione organica stabilizzata, che nessuno produce. I siti del decreto placano un fabbisogno di 7 mesi. O non l´hanno capito, o lo fanno apposta».No a Pianura. No a Terzigno. Professore, dove si fa la discarica?«Con questo volume di produzione, la provincia napoletana ha poche aree idonee. Ogni mese produciamo rifiuti in quantità tale da riempire uno stadio di calcio. Ogni anno servono 12 stadi».
Proposte?«La tenuta militare di Persano. È un´area super sicura. C´è l´Esercito. Nessuno va a sversare nulla di nascosto. È lo Stato che tratta con lo Stato. Seicento ettari. Quando ne basterebbero 20 per andare avanti due anni. Ma nessuno ascolta». È nella zona dell´oasi Wwf.«A valle, però. Non a monte. Con una discarica modello si ricuce anche il rapporto di fiducia con la gente». Com´è una discarica modello?«Il problema è il percolato che si forma quando piove. Il costo dei depuratori è di 25 mila euro al giorno. Obiettivo: eliminare il percolato. Come? Mettiamo i rifiuti al coperto in vasche vicine e inclinate, dentro capannoni semi mobili con una rete intorno per far passare l´aria. Niente pioggia, niente percolato, niente spese per depuratori. Ogni vasca si riempie dai 3 ai 6 mesi, si sigilla, si bonifica, si smonta il capannone e si passa a quella seguente». A Pianura non si può fare?«Se un mio studente proponesse a un esame la soluzione Pianura, lo boccerei per dieci anni
Nei siti seguenti potete trovare interviste ed informazioni sulle proposte di Giovanbattista De Medici e Franco Ortolani
http://www.radioradicale.it/scheda/embed_flash/244525
http://www.radioradicale.it/scheda/244525/intervista-a-giovanni-battista-de-medici-sul-problema-relativo-allindividuazione-di-nuove-discariche-per-r
Cara Politica - rifiuti in Campania
Community Rai > Società > Report
Emergenza Rifiuti
La gestione dei Rifiuti
Rifiuti Tossici
Rassegna Stampa
La gestione dei Rifiuti
A presto Franco di Liberto
http://www.radioradicale.it/scheda/embed_flash/244525
http://www.radioradicale.it/scheda/244525/intervista-a-giovanni-battista-de-medici-sul-problema-relativo-allindividuazione-di-nuove-discariche-per-r
Cara Politica - rifiuti in Campania
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La gestione dei Rifiuti
A presto Franco di Liberto
2 commenti:
grazie dell'informazione Franco!
Peppe
Ho ricevuto come tutti i colleghi di Ateneo questo allarme da Franco Ortolani e lo riporto nel Blog, al solito, per i suoi contenuti di Informazione
Franco di Liberto
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Cari colleghi
allego una nota relativa a quanto si sta per attuare nella Pianura del
Volturno nel
nome dell'emergenza-scandalo rifiuti.
E' vero che si devono smaltire i rifiuti che, dopo 14 anni di
commissari straordinari
nominati dai Consigli dei Ministri, gli incapaci che rappresentano le
istituzioni non
sono in grado di eliminare. Ma è anche vero che non ci possiamo
trovare fra qualche anno
ad avere anche l'acqua inquinata e il suolo non più coltivabile. Con
la scienza, la
tecnica il buon senso e l'onestà si deve fare invertire la rotta che
sta facendo
precipitare la regione verso uno squallido degrado.
Mi farebbe molto piacere avere il Vostro parere.
Cari saluti
Franco Ortolani
La Pianura del Volturno deve rimanere Terra di Lavoro in una Campania Felix.
La Pianura del fiume Volturno rappresenta una parte significativa
della terra fertilissima, ricca di acqua, che fin dall?antichità è
stata chiamata Campania Felix.
La sinergia tra evoluzione geologica, risorse ambientali e
professionalità degli agricoltori consente di definire l?area un vero
monumento ambientale, irriproducibile e di importanza strategica per
la produzione agro-alimentare e per l?assetto socio-economico della
Regione Campania: oggi e nel futuro.
La Pianura del Volturno rappresenta uno dei ?salotti buoni?
dell?agricoltura del Mezzogiorno d?Italia; come tale va valorizzata e
tutelata e preservata anche per le generazioni future.
Venendo meno al buon senso, agli impegni già assunti per il recupero
ambientale e il rilancio economico dell?area compresa nel Comune di
Santa Maria la Fossa denominata Ferrandelle, questa parte della
Pianura è stata individuata, dal Commissario Governativo, di
importanza strategica per ?salvare la Campania? dai rifiuti. Come?
Trasformandola definitivamente in una pattumiera.
Come si sa, una nota ?famiglia casertana? si è impossessata tempo fa
della terra di Ferrandelle sottraendola all?agricoltura e iniziando la
sua conversione in discarica. Il sequestro dell?azienda, da parte
della Magistratura, aveva avviato il ritorno a ?Terra di Lavoro? del
fertilissimo territorio. L?azione del Commissario Governativo
rappresenta un inspiegabile ritorno sulla via del degrado e una
minaccia seria ed evidente per tutte le attività agricole praticate
nell?area circostante.
La ?famiglia? aveva avuto l?intuizione malsana e aveva iniziato a
tracciare il solco, la magistratura aveva sradicato l?erba infestante
che aveva cominciato a crescere, il Commissario Straordinario per
l?Emergenza Rifiuti in Campania vi risemina l?erbaccia destinando alla
distruzione i terreni piu? fertili del mondo.
Va sottolineato che le caratteristiche geoambientali dell?area
individuata dal Commissario Straordinario per accumularvi rifiuti
inquinanti, nel Comune di Santa Maria la Fossa, evidenziano
palesemente che l?area non è idonea per la realizzazione di una
discarica definitiva o di stoccaggio provvisorio.
L?area è intensamente coltivata con attività specializzate e di pregio
che sarebbero irreversibilmente danneggiate dall?irresponsabile
accumulo di materiali inquinanti nelle vicinanze. La falda
estremamente superficiale sarebbe facilmente inquinata e gli
inquinanti sarebbero dispersi verso valle andando ad interessare
numerose aziende agricole. I sedimenti presenti nel sottosuolo sono
notoriamente soggetti a costipazioni differenziate che provocherebbero
irreparabili rotture nel materiale impermeabile sistemato alla base
delle sostanze inquinante. Si aggiunga che i teli usati per
l?impermeabilizzazione sono garantiti per un periodo inferiore a 20
anni. E? stato evidenziato da ricerche svolte dal Prof. Favaretti
dell?Università di Padova che il percolato interagisce con i minerali
argillosi presenti nello strato argilloso da realizzare alla base del
telo, modificandone la struttura e rendendo permeabile l?originario
strato argilloso; ne consegue che dopo un periodo compreso tra 10 e 20
anni i rifiuti inquinanti non sarebbero piu? isolati dal substrato e
inquinerebbero la sottostante falda. I metalli pesanti presenti nei
rifiuti, come è noto, non decadono con il tempo e conservano tutto il
loro micidiale potere inquinante per molti millenni.
Da quanto sopra descritto si evince che persone dotate di normale buon
senso sono in grado di comprendere che l?area in esame è palesemente e
assolutamente non idonea per la realizzazione di un accumulo di
materiali inquinanti.
Per togliere la spazzatura dalle strade, accumulatasi per colpa
dell?incapacità delle strutture commissariali, non si può rovinare il
salotto buono dell?agricoltura regionale.
Perché i rappresentanti delle istituzioni sovracomunali non
intervengono in difesa delle risorse ambientali strategiche e
irriproducibili fornendo valide e realizzabili soluzioni per
smantellare definitivamente lo ?scandalo rifiuti?? Tacendo, come hanno
fatto finora assistendo passivamente alle inefficaci e molto costose
azioni commissariali, che con il placet dei vari Consigli dei Ministri
hanno fatto scivolare verso il degrado ambientale e socio-economico la
Campania, continuano a manifestare la loro incapacità di governare,
sudditanza e complicità. Tale comportamento fa dilagare sempre di
piu?, nei cittadini, la Sindrome di BISB (Basta con gli Incapaci, le
Sanguisughe e i Bugiardi).
La crisi ambientale e socio-economica continuerà ad aggravarsi. I
cittadini della Campania non possono tollerare un governo ?governato
da altri? che assiste inerme alla distruzione dell?immagine e delle
attività economiche della regione. A proposito, lo sfascio ambientale
ed economico della Campania, a vantaggio di chi si sta verificando?
Prof. Franco Ortolani
Ordinario di Geologia
Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio,
Università di Napoli Federico II
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